sabato 22 marzo 2014

In difesa del “male assoluto”

 
Ma quale “resistenza”? Ma quale “liberazione”? Ma quale “ritorno alla democrazia”?
Invece di vergognarsi e di sputarsi ignominiosamente in faccia da soli, per avere intenzionalmente o inconsapevolmente collaborato o contribuito alla sconfitta, all’umiliazione ed alla più che sessantennale (o perpetua?) occupazione militare e servitù politica della Patria comune, i cosiddetti “resistenti” ed i loro spudorati, insolenti e tracotanti epigoni ideologici e spalleggiatori politici attuali, preferiscono sfrontatamente recitare il ruolo delle vittime innocenti, arrogantemente atteggiarsi a virtuosi e morigerati censori del “male assoluto” e spavaldamente continuare a festeggiare, in “pompa magna”, la peggiore delle catastrofi che possa mai accadere nella storia di un Popolo-Nazione: la disfatta militare.
I suddetti “galantuomini”, inoltre, come se non bastasse, nel corso delle loro capziose, viziose e rituali “celebrazioni”, hanno ugualmente la “faccia tosta” e la vanagloriosa tronfiezza – per giustificare l’illegittimo e costante mantenimento delle loro indicibili ed inconfessabili “posizioni” di disgustosi e vomitevoli tirannucoli del loro stesso popolo e di miserabili e spregevoli “aspiranti-aiuto-sotto-valvassini” della finanza internazionale – di erigersi a sadici e pusillanimi giudici o legali ed intoccabili inquisitori e carnefici di chi, invece, contrariamente a loro, ha comunque fatto il suo dovere di uomo e di cittadino, di civile e di soldato, in pace ed in guerra, nella gioia e nel dolore, nella vittoria e nella sconfitta, per il bene e la grandezza della Patria!
Mi riferisco, naturalmente, a tutti coloro che – in uno specifico e travagliato periodo della nostra storia (1922-1945) – hanno coraggiosamente ed altruisticamente portato la loro modesta ed indispensabile “pietra” al cantiere della libertà, dell’indipendenza, dell’autodeterminazione e della sovranità politica, economica, culturale e militare della Nazione italiana ed europea (ed implicitamente di ogni Nazione del mondo). Ed hanno altresì anticipatamente e duramente pagato, sulla loro pelle, il fervente anelito ed il doveroso e disperato tentativo di fare risorgere, dalle sue ceneri, la propria Civiltà, attraverso le indispensabili e sacrosante battaglie per la liberazione del proprio popolo dalle feroci e costringenti catene del suo quasi bimillenario servaggio e per l’affermazione del diritto di ogni Nazione di essere, di esistere e di agire in ordinaria armonia – ed identica considerazione e rispettabilità – all’interno del medesimo consesso internazionale.
Quello fu il Fascismo. E quello, il sacrificio di chi, ancora oggi, continua ad essere vigliaccamente ed abiettamente calunniato e diffamato, per avere tentato – con le unghie e con i denti, e contro ogni “logica bottegaia” ed ogni vile o timorosa “circospezione borghese” – di raddrizzare la schiena e di ridare fierezza e dignità ad un popolo di “cantastorie”, di “lustrascarpe” e di “signorine” (il “modello” di italiano che è ancora tanto caro alla City ed a Wall Street!), ad un popolo di “accattoni”, di “servi della gleba” e di “lacchè” che nel corso di 14 interminabili ed inenarrabili secoli era stato irrimediabilmente ridotto alla sottomissione generalizzata, alla schiavitù più completa ed al servaggio perpetuo da popoli che – quando la Grecia e Roma erano civili e potevano vantare Imperi che coprivano la quasi totalità del mondo allora conosciuto – ignoravano ancora completamente i più elementari rudimenti dell’ordinario vivere in società.
Il tutto, quando fu necessario, anche a suon di bastonate e di sacrosanti e salutari calci nel culo, a chi li meritava!
Sì, perché quando si parla di Fascismo, ci si sbraccia esclusivamente a rimettere moralisticamente sul “tappeto” le bastonate ed i calci nel culo, ma – allo stesso tempo – si fa del tutto per occultare e tenere segreti i “perché” di quelle apparentemente gratuite violenze, preferendo volpinamente continuare a fare credere – alle giovani ed ignare generazioni – che quel modo di fare o di agire, nei confronti degli antifascisti, fosse automaticamente endemico e strutturale al Regime di Mussolini ed, addirittura, improvvisamente scaturito o sprizzato fuori dal “cappello di un mago”!
Ed allora, per farla davvero completa e ristabilire adeguatamente le realtà documentabili della Storia, vediamo pure da quale “pulpito”, da più di 60 anni, sono normalmente recitate e diffuse certe “prediche” o certi “sermoni”.
Per quale ragione, dunque, le odierne ed “incontaminate vestali” della cosiddetta rinata “democrazia”, non ci dicono ugualmente “chi erano” coloro che furono drasticamente e sonoramente presi a bastonate ed a calci nel culo dai fascisti?
Scopriamo i loro “altarini”…
Ricordano nulla, per caso – agli attuali ed amnesici “paladini” del diritto e della morale “democratica” – i traditori della Patria, che in piena Prima Guerra mondiale, predicavano la defezione e la diserzione delle nostre truppe? Che incitavano queste ultime a sparare sui propri ufficiali? Che spingevano la popolazione alla disobbedienza civile? Che creavano disordine e confusione nelle retrovie? Che facevano soldi a palate e seminavano zizzania e corruzione, sulla schiena ed alla faccia di chi versava altruisticamente il proprio sangue, per portare a termine l’ultima guerra d’indipendenza del nostro popolo?
Ricordano niente – agli odierni e distratti “apostoli” del diritto e della morale “democratica” – le bande di scalmanati e di delinquenti politici e comuni che, nel corso di due lunghissimi ed indescrivibili anni (1918-1921: il famoso “biennio rosso”), misero volontariamente e criminalmente a ferro ed a fuoco l’intero paese, beffeggiando ed oltraggiando i reduci, uccidendo i combattenti ed i decorati, devastando le città e le campagne, invadendo e distruggendo le proprietà private e le infrastrutture industriali, accanendosi contro i tutori dell’ordine ed i normali cittadini, mettendo a repentaglio l’ordine civile, le istituzioni dello Stato e l’avvenire medesimo della nostra Nazione?
Ricordano nulla – ai contemporanei e smemorati “alfieri” del diritto e della morale “democratica” – le campagne di odio e di rivolta civile fomentati quotidianamente dai loro organi di stampa, tra il 1922 ed il 1925?
Ricordano niente – ai presenti e sbadati “campioni” del diritto e della morale “democratica” – gli eversori, gli attentatori ed i terroristi che, tra il 1922 ed il 1932, organizzarono più di 7 attentati al Duce e 2 al Re ed al Principe ereditario? Che fecero esplodere bombe, seminarono la morte ed il panico tra la popolazione civile ed organizzarono attentati e delitti in serie, in decine e decine di città italiane? Che progettarono sovversive invasioni para-militari del territorio nazionale, sia da terra che da mare? Che attaccarono i Consolati e le Ambasciate italiane all’estero? Che uccisero a sangue freddo Deputati del Parlamento italiano, come Armando Casalini, davanti alla propria figlia a Roma, oppure che troncarono le mani (e vi composero pure una ballata!) all’adolescente Giovanni Berta, a Firenze? Che fecero più di 800 morti tra i Fascisti o presunti tali, dopo che questi ultimi (insieme ai loro alleati) avevano regolarmente vinto le elezioni e si erano conseguentemente insediati al governo della Nazione?
Ricordano nulla – ai contemporanei e disattenti “propugnatori” del diritto e della morale “democratica” – i venduti allo straniero che, in piena Guerra d’Africa (1935-1936), preferirono schierarsi dalla parte dei nostri più acerrimi nemici (Inghilterra e Francia: cioè, gli affamatori di popoli che già detenevano ferocemente il monopolio di tutte le ricchezze di tutto l’oro della Terra, occupavano complessivamente 46’476’407 chilometri quadrati di territori di altre nazioni e sottomettevano e sfruttavano indiscriminatamente 516.493.500 ex-liberi cittadini del Terzo mondo)? Oppure, che scelsero di sollecitare e di incitare i membri dell’allora Società delle Nazioni di Ginevra ad applicare durissime ed inibenti Sanzioni contro l’Italia (nel momento del suo decollo industriale!), per l’insignificante “francobollo di territorio africano” che quest’ultima si era andata a conquistare o “rubare”, per dare lavoro e tranquillità economica alle allora legioni di braccianti e di diseredati italiani?
Ricordano niente – agli attuali ed immemori “patrocinatori” del diritto e della morale “democratica” – le bande di sanguinari fuoriusciti, al soldo di Mosca, che, tra il 1936 ed il 1939, da Parigi o da Londra, da Marsiglia o da Bruxelles, da Madrid o da Barcellona, reclutavano sicari e killer per mettere ad esecuzione i progetti di sovversione mondiale voluti dal Komintern? Oppure, che organizzavano Brigate internazionali di provetti e sperimentati taglia gole, per fucilare le statue o gli oggetti sacri della devozione cattolica, per devastare chiese e monasteri, per fucilare vescovi, preti, frati e monache, per espropriare o incendiare proprietà private, nonché per sparare addosso ai volontari italiani, in Spagna?
Ricordano nulla – ai coevi e sicuramente inavveduti “depositari assoluti” del diritto e della morale “democratica” – i rifiuti societari che, in piena Seconda Guerra mondiale, spiavano per conto degli “Alleati” (i loro, naturalmente!) e fornivano loro le esatte coordinate per i loro bombardamenti terroristici sulle nostre città, collaboravano con i nemici della nostra Patria e/o dissertavano comodamente da Radio Londra o da Radio Mosca, per incitare alla fellonia o alla diserzione i nostri soldati, per istigare alla disobbedienza civile le nostre popolazioni, per spingere i senza patria a sabotare le infrastrutture economiche e militari della nostra Nazione, per esortare i vigliacchi a tradire e per persuadere i rinnegati ed i senza onore ad assassinare o uccidere a tradimento i migliori ed i più spassionati patrioti della nostra terra?
Siccome le succitate “faccenduole” ricordano loro senz’altro qualcosa… i sopraindicati “gentiluomini” farebbero bene, una volta per tutte, a finirla di parlarci di “resistenza”, di “liberazione” e di “democrazia”…
Guardarsi nello specchio, prego…
La loro “resistenza”, infatti, si può riassumere in qualche mese (ed anche se fosse durata 20 anni…, nessuno si accorge che i Fascisti sono 63 anni che resistono, senza nessuna autocommiserazione, nessun piagnisteo, nessun vittimismo, né tanto meno sfacciate ed inopportune pretese di risarcimenti o di pensioni?) di “ardimentosissima” renitenza alla leva, di “audacissima” emigrazione in paesi neutri o rivali, di “temerarissimo” imboscamento dietro le linee nemiche o di “coraggiosissima” ed “intrepidissima” clandestinità in montagna, a rubare o razziare polli, abbacchi e vitelli agli onesti contadini e ad implorare impazientemente il “soldo” o la “meritata paga dei giuda” dalla solerte e generosa borsa degli invasori; oppure, “eroicamente” rintanati nelle sagrestie e nei conventi di mezza Italia, travestiti da preti o da monache (anche gli atei!) o “abnegatamene” eclissati o “appiattiti” dietro le persiane sbarrate di casa loro, ad aspettare l’immancabile e provvidenziale arrivo dei loro “liberatori”; sempre pronti, naturalmente, a sparare infidamente e vigliaccamente alla schiena dei loro fratelli in armi ed in uniforme, ed a trasformarsi – a guerra ormai finita – in “valorosissimi” ed “eroicissimi” maramaldi e carnefici dei loro avversari disarmati o che si erano già arresi.
La loro “liberazione”? Basta farsi un giretto per l’Italia, per constatare l’esistenza di più di 100 basi militari ed istallazioni logistiche americane (ci hanno talmente “liberato” che, dopo sessant’anni, oltre ad averci “preso gusto”, continuano spavaldamente ed impunemente ad occupare militarmente il nostro suolo, a ricattare politicamente la nostra Nazione ed a calpestare i più elementari rudimenti del diritto e del vivere civile tra i popoli – i casi della funivia del Cermis, dei bombardamenti d’alemiani in Serbia, delle truppe italiane in Iraq e dell’agguato/esecuzione del povero Calipari, docent! – come se la guerra fosse finita soltanto ieri); basta sfogliare le cronache dell’ultimo mezzo secolo, per verificare il significato ed il senso della nostra effettiva libertà (quella, cioè, dei “polli in batteria” che hanno la più ampia libertà di saltellare, stridere e crocchiare individualmente o collettivamente, all’interno del prestabilito perimetro della loro predestinata segregazione!), della nostra reale autodeterminazione, della nostra tangibile indipendenza e della nostra concreta sovranità politica, economica, culturale e militare; basta controllare ed accertare chi detiene effettivamente il potere in Italia, quando è platealmente risaputo che le principali prerogative del “Principe” (“battere moneta” e “disporre del monopolio dell’utilizzo della forza armata”), sono interamente ed indiscutibilmente devolute, da un lato, alla Banca d’Italia ed alla Banca Europea (degli istituti bancari privati, cioè, che sono interamente controllati dalla finanza cosmopolita internazionale) e, dall’altro, alla NATO (Organizzazione del Trattato dell’Atlantico Nord – l’alleanza militare che fu espressamente costituita per sconfiggere militarmente i paesi dell’Asse): in altri termini, un organismo politico-militare sopranazionale che è totalmente infeudato, controllato e disciplinato dalle Forze Armate USA che, a loro volta, obbediscono meccanicamente e ciecamente agli indicibili ed inconfessabili voleri e “schiribizzi” della finanza internazionale di cui sopra!
La loro “democrazia”? Per rendersene veramente conto, è sufficiente riesumare e sfogliare le polverose e sgualcite pagine della “legislazione d’eccezione” che i difensori del “bene assoluto” hanno imposto ai vinti (i quali non possono nemmeno fregiarsi del qualificativo di belligeranti… – il tutto, naturalmente, senza nemmeno accorgersi che così decretando, non si sa proprio contro chi l’abbiano fatta la guerra civile, in Italia, i loro famosi partigiani!) e che, dopo 63 anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, continuano immancabilmente, drasticamente ed anacronisticamente a mantenere – su ordine espresso, perentorio ed inappellabile dei loro “liberatori” e tutori – a discapito della parte sconfitta dei loro stessi concittadini:
- la «XIIª Disposizione transitoria (sic!) e finale della Costituzione», emanata il 27 Dicembre 1947 – in stretta e letterale osservanza dell’Art. 30 della «Convenzione d’Armistizio» del 1943 e dell’Art. 17 delle clausole del «Trattato di pace» imposto all’Italia, nel 1947, dagli eserciti Alleati vincitori – entrata in vigore il 1° Gennaio 1948 e nel cui primo comma viene specificato: «E’ vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista»;
- la «Legge Scelba» (Legge del 1952, n. 645 – pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 23 giugno 1952, n. 143) che esplicita e prescrive le norme di attuazione della suddetta XIIª disposizione transitoria;
- la «Legge Reale» (Legge del 13 Ottobre 1975, n. 654 – pubblicata sulla G.U. del 23 Dicembre 1975, n. 337), in «ratifica ed esecuzione della Convenzione internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale, aperta alla firma a New York il 7 marzo 1966»;
- la «Legge Mancino» (Legge n. 205 del 1993), che contempla, ad usum delphini, i reati di «discriminazione, odio o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi».
Non parliamo dei loro cosiddetti “liberatori”… cioè, i peggiori delinquenti che la Storia – di ieri e di oggi – abbia mai ricordato:
1. gli Stati Uniti d’America (ma come sono “buoni” e “democratici” gli Americani!): cioè, gli sterminatori di più di 85 Nazioni indiane/pellerossa (all’incirca 6/7 milioni di aborigeni scomparsi nel nulla!); i principali propagatori – insieme con gli Spagnoli, i Portoghesi, gli Olandesi e gli Inglesi – della moderna schiavitù (5/6 milioni di Neri importati illegalmente dall’Africa, con più di 3 milioni di morti durante i viaggi di trasferimento); gli inventori della “segregazione razziale” (che hanno invariabilmente continuato ad applicare fino a tutti gli anni ’60); i realizzatori di più di duecento anni di imperialismo e di guerre di aggressione, di conquista, di oppressione e di sfruttamento nella maggior parte dei territori del nostro Pianeta; i promotori ed i realizzatori dei “campi di concentramento” per la quasi totalità dei loro stessi cittadini di origine italiana, tedesca e giapponese (tra i 3 ed i 4 milioni di persone di ogni età, pensiero e condizione che furono arbitrariamente arrestati, deportati manu militari nelle zone più desolate ed impervie del paese e rinchiusi dietro ai fili spinati “democratici”, con morie generalizzate avvicinanti il 25-30% degli internati, dal 1941 a tutto il 1949-50, ed in certi casi fino al 1951-52, per il solo “crimine” di avere un’origine etnica e culturale diversa da quella anglo-sassone!) – in particolare, quelli di: Opelika, Pinal County/Gila River, Aliceville, Yuma County/Colorado River, Florence, Crossville, Jerome-Chicot/Drew Counties, Rohwer/Descha County, Manzanar/Inyo County, Trinidad, Granada/Prowers County, Fort Carson/Canon City, Avon Park, Minidoka/Jerome Counties, Chanute AFB/Rantoul, Concordia, Livingston, Houlton/Northern Maine, Scottsbluff, Northern Vermont/Lake Francis, Fort Bragg, McAlester, Fort Sill/Lawton, Mexia/East of Waco, Millard County/Central Utah, Indiantown/Harrisburg, Brigham City, Wendover, Beckley/Alderson/Lewisburg, Heart Mountain/Park County, ecc.; i fucilatori di Biscari e di Piano Stella, in Sicilia (vedere, in proposito : Gianfranco Ciriacono, “Le Stragi Dimenticate – Gli eccidi americani di Biscari e Piano Stella”, Cdb Editore, 2004) ; i responsabili della strage di Gorla (232 bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni, la Direttrice, 14 insegnanti e 4 bidelli!); i sanguinari e bestiali annientatori atomici di Hiroshima (140 mila morti) e di Nagasaki (70 mila morti) e degli oltre 3’500’000 civili spazzati via dai loro raid aerei sui diversi paesi dell’Asse; i volgari criminali di guerra che fecero morire di fame e di stenti, a guerra finita, in Francia, più di all’incirca 800’000 prigionieri tedeschi (vedere, in proposito: James Bacque, “Morts pour raisons diverses”, ed. Sand, Parigi, 1990); i realizzatori – tra il 1942 ed il 1945 – di almeno 17’000 stupri tra le donne inglesi, francesi e tedesche (in proposito, vedere : J. Robert Lilly, “Stupri di guerra”, Mursia, Milano, 2005); i principali (se non i soli, fino ad oggi!) e criminali utilizzatori dell’insieme delle armi di distruzione di massa (nucleari, biologiche, chimiche, ecc.) che esistono a tutt’oggi sul mercato, ivi compresi gli obici ed i missili perforanti forgiati con il mortale ed inquinante (per millenni) uranio “impoverito” (sic!); i cinici carnefici di almeno 2 milioni di Coreani del Nord, di 3 milioni di Vietnamiti e di Cambogiani, di almeno 250 mila Iracheni (durante la prima Guerra del Golfo, nel 1991), di centinaia di migliaia di Afgani, senza contare i Serbi, i Somali, i Sudanesi, i Filippini, i Cubani, i Nicaraguensi, i Costaricani, i Panamensi, gli Haitiani, i Colombiani, i Messicani, i Domenicani, ecc., caduti sotto le loro “bombe liberatrici”; i maggiori inquinatori del Pianeta e noncuranti snobbatori del “Protocollo di Kyoto”; i solerti propagatori, per fini di lucro, dell’insieme delle débauches, delle depravazioni, delle perversioni, delle corruzioni, dei malcostumi e dei vizi che esistono attualmente sulla Terra; i responsabili – insieme agli Inglesi – della morte di più di 500’000 bambini iracheni, per malnutrizione e mancanza di medicine, tra il 1991 ed il 2003; i realizzatori delle prigioni “fuori legislazione nazionale” di Guantanamo, di Abu-Ghraib, di Diego Garcia e dell’insieme dei luoghi di detenzione e di tortura segreti del mondo; gli occupatori dell’Europa e del Mediterraneo, nonché del nostro territorio nazionale (come abbiamo visto, con più di 107 basi militari e logistiche); gli odierni torturatori e seviziatori – pardon, “liberatori”! – delle popolazioni irachene; e qui mi fermo!
2. la Gran Bretagna (ma come sono “buoni” e “democratici” gli Inglesi!): cioè, gli sterminatori di all’incirca 500 tribù aborigene dell’Australia e della quasi totalità degli autoctoni della Nuova Zelanda (in tutto, almeno 4/5 milioni di persone), senza dimenticare le tribù indiane/pellerossa del Canada; i fomentatori di ben due Guerre dell’oppio in Cina, con milioni di morti e distruzioni incalcolabili; i primi gasatori di Curdi, negli anni ’20; i più efferati e bestiali colonizzatori (insieme ai Francesi) del mondo moderno, con 34.621.642 chilometri quadrati di territorio occupato e 449.213.000 autoctoni sottomessi ed oppressi (colonie, naturalmente, mantenute fino a tutto il 1948-1950 ed in moltissimi casi fino al 1967/68, senza contare quelle che ancora posseggono… – e poi, erano i Fascisti che erano colonialisti! – come l’Irlanda del Nord; le isole di Jersey, Guernesey, Aurigny e Sercq sulla costa francese; l’isola di Anguilla; l’arcipelago delle Bermude dirimpetto alle coste USA, sull’Atlantico-Nord; le isole Falkland sulla costa argentina; le isole Cayman; Gibilterra in territorio spagnolo; nonché l’isola di Man, l’isola di Montserrat, le isole Chagos, le isole Pitcairn, le isole di Sant’Elena, Tristan De Cunha e Ascension, le isole Sandwich, le isole Turks e Caicos, le isole Vergini – come Tortola, Anegada, Virgin Gorda, ecc.; e poi, erano i Fascisti, i “colonialisti”!); gli spietati assassini delle indifese e martirizzate popolazioni di Dresda (oltre 50/60 mila morti) e di Amburgo (42 mila morti); i despoti e gli aguzzini – per secoli – delle popolazioni Scozzesi, Irlandesi, Gallesi, ecc.; gli inventori della pirateria moderna ed i predatori delle ricchezze delle allora potenze marittime europee (con i principali pirati, naturalmente, onorati e nobilitati dalla Corona britannica!); i realizzatori delle prime deportazioni forzate di massa delle loro popolazioni nazionali presso le colonie, per “risolvere” il problema sociale interno del loro paese; gli inventori, tra il 1899 ed il 1902, dei primi Campi di concentramento della storia, contro i Boeri, in Sud Africa (vedere: Andrzej Kaminski, “I campi di concentramento dal 1896 a oggi” – Storia, funzioni, tipologia – Torino, Bollati Boringhieri, 1997); i creatori e gli applicatori dell’Apartheid e della segregazione razziale, fino agli anni ‘90; i realizzatori dei Bantustan; i tirannici e criminali sopraffattori e sfruttatori del Sud Africa, della Rodhesia, della Zambia, della Namibia, della Tanzania, del Botswana, dell’India, dell’Afghanistan, dell’Egitto, del Sudan, del Kenia, della Nigeria, del Ghana, dell’Uganda, dell’Iraq, del Bahrein, del Kuwait, dello Yemen, del Qatar, di Cipro; gli attuali carnefici – pardon, “liberatori”! – delle popolazioni irachene; ecc.; e qui mi fermo!
3. la Francia: cioè, gli sterminatori della quasi totalità delle popolazioni della Vandea; i decimatori di buona parte degli schiavi neri di Haiti; i massacratori delle popolazioni siriane e libanesi, del Ciad e della Costa d’Avorio, della Guaiana e della Martinica, della Mauritania e del Malì, del Marocco e della Tunisia, della Cambogia e della Cocincina, del Madacascar e delle Comorre, della Nuova Caledonia, ecc.; gli stupratori ed i sodomizzatori – con le loro “gentilissime” truppe marocchine (i tristemente celebri “Goumiers”) del Generale Alphonse Juin – di all’incirca 3’500 donne – di età compresa tra gli 8 e gli 85 anni – e di 800 uomini della Ciociaria, nel 1944 (vedere in proposito: Luciano Garibaldi, “L’assalto alle ciociare”, in periodico “Noi”, 1994); senza contare le carneficine, le torture e gli scempi praticati in Algeria (più di 1 milione di morti tra l’8 Maggio del 1945, giorno della fine della Seconda guerra mondiale in Europa, ed il 1962, data dell’indipendenza di questo paese!), dell’Indocina, del Laos e della Cambogia (più di 2 milioni di morti, per non abbandonare e restituire, ai loro legittimi proprietari, quei territori!); i realizzatori – insieme agli Inglesi – delle più importanti deportazioni forzate di popolazioni nazionali presso le colonie, per “risolvere” il problema sociale interno del loro paese; i più feroci e spietati colonizzatori (dopo gli Inglesi, naturalmente!) del mondo moderno, con 11’854’765 chilometri quadrati di territorio occupato e 67’280’500 autoctoni soggiogati, calpestati ed angariati (colonie, naturalmente, mantenute fino a tutto il 1948-1953 ed in moltissimi casi fino al 1962, senza contare quelle che ancora posseggono…come la Guadalupe, la Martinique, la Guyana Francese, la Réunion, la Nuova Caledonia, la Polinesia francese, Wallis-et-Futuna, le Terre australi e antartiche Fr. o Kerguelen, la Mayotte, Saint-Pierre-et-Miquelon, Saint-Paul; una serie di possedimenti che, ancora oggi, vengono ufficialmente e pudicamente definiti “Territoires d’Outre Mer”.; e poi – repetita iuvant… – erano i Fascisti che erano “colonialisti”!); et j’en passe…
4. i Comunisti in generale: cioè, quella banda di incalliti criminali di guerra e di pace che, tra il 1917 ed il 1991 – senza entrare nei dettagli dei diversi paesi che questi ultimi hanno governato nel mondo (o che continuano a governare) – ha causato, fino ad oggi, tra i 100 ed i 120 milioni di morti, senza contare i milioni di deportati, internati, torturati, seviziati nelle migliaia di Gulag e di Laogai disseminati dei loro territori, come i campi di lavori forzati e di annichilazione sistematica che erano istallati nelle regioni sovietiche di Sverdlovsk, di Kurgan, di Tjumen, di Omsk, di Tomsk, di Novosibirsk; oppure, in Siberia (come Irkutsk, Ustí-Ordyndij, Cita, Tajset, Ulan.Ude, Chanyga, Ustí-Nera, Magadan, Jakutsk, Aldan, ecc.); o ancora, nelle regioni di Amur (come Svobodnyj e Blagovescensk), di Chabarovsk (come Birodizan, Chabarovsk, Komsomol-na-Amue, Nikolaevsk-naAmure, Vanino, Sovetskaja Gavan, ecc.), di Primor (Vladivistok), di Sachalin (Juzno-Sachalinsk, ecc.); ovvero, sulle isole Nazino; ossia, ai bordi del deserto del Kazakhstan (come Karaganda, Celinograd, Pavlodar, Dzezkazgan, Alma-Ata, Guiev, Aktjubinsk, ecc.); senza dimenticare quelli di, Ulan-Bator, Murmansk, Archangelísk, Vorkuta, Norilísk, Baku, Kirovabad, Erevan, Tiblisi, Salechard, Perm, Sverdlovsk, Kazan, Astrachan, Rostov-na-Donu, Taskent, Kisinev, Sinferopoli, Kiev, Vinnica, Poltaya, Zaporozíe, Doneck, Abakan, Krasnojarsk, Kansk, Kemerovo, Novokuznetsk, Barnaul, Omsk, ecc. (per saperne di più, dare uno sguardo al libro di: Stéphane Curtois, ed altri, “Libro Nero del Comunismo”, Ed. Mondadori, Milano, 1998); il tutto, naturalmente, senza prendere in conto i 60/70 mila fascisti o presunti tali trucidati o barbaramente freddati o macellati dai partigiani rossi, in Italia, tra la fine della Seconda guerra mondiale ed il 1948 (per rendersene conto, vedere: Giorgio Pisanò, “Storia della guerra civile in Italia 1943-1945“, FPE, Milano, 1965 ; Claudio Pavone, “Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità della Resistenza“, Bollati Boringhieri, Torino, 1991 ; Gianni Oliva, “I vinti e i liberati – 8 Settembre 1943 – 25 Aprile 1945, storia di due anni”, Mondadori, Milano, 1994; Giampaolo Pansa, “Il sangue dei vinti”, Sperling & Kupfer Editori, Milano, 2003; Lodovico Ellena, Le Pagine strappate della resistenza, Tabula Fati, Chieti, 2006; Le Pagine ritrovate della resistenza, Tabula Fati, Chieti, 2006; oppure, andare direttamente alla pagina internet www.italia-rsi.org/arpabirmana/albocaduti2003dicembre.htm, per ottenere l’elenco completo degli sterminati della RSI).
Se tutto ciò è il “bene assoluto”…, scusatemi, ma non mi resta nient’altro da fare – per tentare di mantenere integro o incontaminato il mio onore di uomo e di italiano, e per cercare di seguitare a vivere in pace e tranquillità con la mia coscienza – che continuare ostinatamente e caparbiamente a difendere quello che i cosiddetti antifascisti si permettono impropriamente e subdolamente il lusso, di definire… il “male assoluto”!

di: Alberto B. Mariantoni

Fonte sito amico     Centro documentazione R.S.I

http://athenasophia.bloog.it/



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