mercoledì 31 dicembre 2014

LE PROSSIME MENZOGNE DI NAPOLITANO STASERA IN TV

Camerata Marco Affatigato.

https://www.facebook.com/events/777452578958444/

Questi auguri saranno, come gli si addice, menzogneri, ipocriti e , sotto l’apparenza nobile, puramente tattici ed opportunisti.
L’esercizio obbligato degli “auguri presidenziali” è diventato ormai talmente meccanico, un rituale democratico così insulso e vuoto che mi domando se ascolterò il compagno presidente Giorgio Napolitano oppure se aderirò alla campagna di “non ascoltare il presidente” questa sera , 31 dicembre.
Questa tradizione di indirizzarsi agli italiani per promettere quello che sarà meglio domani è innanzitutto tecnicamente nullo, vuoto poiché è un azione che esigerebbe libertà, spontaneità, sincerità e , soprattutto, verità. Quella che manca !
Ora sappiamo bene che la concezione, l’elaborazione e le linee del discorso saranno articolati sull’ottimismo del “volemoci bene” , sul rilancio del Paese e sui sacrifici che ancora il popolo dovrà fare (come d’abitudine) per uscire dalla crisi . E poi ci sarà la parte riguardante l’unità politica per tenere, scusate il gioco di parole, unito il Paese. Niente, dunque, che sia di natura a convincere il cittadino che quotidianamente fa fatica a portare a casa la cena. Niente da questo discorso che uscirà dall’ordinario, che uscirà i cittadini dalla loro ormai ordinaria preoccupazione, spesso disperata.
Ci saranno ance gli omaggi convenzionali: quelli agli italiani che soffrono ma che è comunque un popolo coraggioso, poi l’omaggio ai militari impegnati in operazione di pace (ma che sono in realtà guerre che l’Italia non avrebbe dovuto fare) e ricorderà anche lo spirito di sacrificio (imposto loro) dei due nostri Marò. Ricorderà pure i morti di Genova, di Grosseto e di altre città colpite da piogge torrenziali (senza però dire che quelle morti sono il frutto di una a-politica urbanistica e che quindi ricadono su chi ha governato quelle città, quelle province, quelle regioni), con una legittima e programmata commozione . E non credo che ricorderà la corruzione e la concussione che si è presentata in questi ultimi giorni a Roma, governata dal centro-sinistra, ma potrà dar fiato alle “derive” e “pericoli” risorgenti del fascismo.
Un passaggio particolare sarà lasciato al cuore (il volontariato) che, in politica, è troppo spesso il succedaneo di un pragmatismo che si sostituisce all’azione politica di chi governa.
Certamente denuncerà il razzismo , l’omofobia e questa sua denuncia rimarrà nella storia politica , nella storia dei presidenti della Repubblica italiana come l’ultima sua battaglia.
Con voce forte ma tremolante vanterà di desiderare, prima di lasciare l’incarico da Presidente, l’unità , il destino collettivo del nostro Paese auspicando che anche gli immigrati extracomunitari possano divenire “elettori” .
Ma “il verbo” non ingannerà nessuno .
Giorgio Napolitano resterà quel comunista che è : un divisore che si vuole presentare con una “buona coscienza” . In breve !? I suoi auguri saranno come del resto è lui: menzogneri, ipocriti e , sotto l’apparenza nobile, puramente tattici ed opportunisti.

 

Nessun commento:

Posta un commento

Commenti dai camerati.